Acqua e omeopatia

Fisica quantistica, omeopatia e memoria dell’acqua, presto riconosciute dalla medicina ufficiale?

Sembrerebbe proprio di sì, sulla base delle scoperte (o riscoperte) del premio Nobel Luc Montagnier e dal team italiano coordinato dal fisico Prof. Emilio Del Giudice, (IIB, International Institute for Biophotonics, Neuss, Germany) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White HB, Milano).

I loro risultati sono stati pubblicati sul Jounal of Physics, suscitando l’interesse della ricerca internazionale. Il prof Vitiello ha dichiarato in una intervista: “Il dato molto importante da sottolineare è che una rivista ufficiale di fisica come il Journal of Physics ha pubblicato per la prima volta una ricerca che normalmente sarebbe di competenza di un Journal di biologia o medicina. Un passo ulteriore a dimostrazione che la moderna fisica quantistica può dare un contributo fondamentale alle ricerche mediche di frontiera”.
Fondamentalmente il gruppo di ricerca ha scoperto che filamenti di DNA immersi in soluzione d’acqua estremamente diluita possono emettere stimoli elettromagnetici e l’acqua ne propaga la diffusione mantenendo così l’informazione del DNA stesso.

Le prospettive che si aprono sono vaste e in particolare si ipotizza la possibilità di sviluppare strumenti diagnostici di nuova concezione basati sulla proprietà “informativa” dell’acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi “letti” e decifrati.
 
Anche per il trattamento e la terapia medica e farmacologica la ricerca di Montagnier e del suo gruppo si rivela utile e anzi apre la porta a nuove concezioni di farmaci completamente naturali e senza alcuna controindicazione: essi si baseranno sulla capacità dell’acqua di propagare i segnali elettromagnetici e in particolare sulla possibilità di intervenire su queste tracciature EM.
Sembrerebbe la strada giusta per comprendere meglio i meccanismi alla base delle cure omeopatiche, omotossicologiche e similari che si fondano sulla capacità dell’acqua di acquisire informazioni da parte di sostanze in essa diluite. Creando nell’acqua, come supporto di memoria, la giusta informazione, è possibile trasferirla nel corpo umano mediante assunzione ma senza danno farmacologico, in quanto la quantità di principio attivo è a concentrazione talmente bassa da risultare non dannosa.

L’acqua “informata” e segnata elettromagneticamente si attiva mediante tecnologie già utilizzabili e acquisisce capacità curative: molto interessante il fatto, evidenziato da Montagnier, che l segnale del DNA sia stimolato da onde da 7Hz che esistono in natura, sulla Terra.
Anche le onde prodotte dal cervello umano sono nei limiti dei 7 Hz. Lo scienziato francese invita a considerare con attenzione il fatto che la Risonanza Schumann, il battito di vita della Terra, sia accordato sulla stessa frequenza: “(…) Propongo alla vostra attenzione quest’idea che potrebbe non essere solo una coincidenza…”
Lo strumento utilizzato dal team di Montagnier comprende un solenoide in grado di catturare la componente magnetica delle onde prodotte dalla soluzione di DNA in una provetta di plastica che converte i segnali in corrente elettrica. Tale corrente viene poi amplificata ed analizzata in un PC portatile con un software specifico.
La ricerca sulla memoria dell’acqua si concentrerà sulla cura alternative per l’infezione da virus HIV, in particolare in Africa, in quei paesi in cui l’incidenza del virus è molto alta (5-10%, in particolare nell’Africa sub-sahariana).
E’ già in loco una squadra di ricercatori che sta testando le possibilità di cura di questa nuova terapia sulla popolazione infetta con lo scopo di eliminare i costosi cocktail di farmaci necessari per contrastare l’avanzata della malattia in soggetti sieropositivi.

Ecco la descrizione dell’esperimento redatta dallo stesso Luc Montagnier:
Eccitazione per mezzo di un sottofondo elettromagnetico ELF (Extremely Low Frequency), a partire da una frequenza molto bassa di 7 Hz (impedita dall’assorbimento mu metal).
Possiamo pertanto affermare che si tratti di un fenomeno di risonanza.
La stimolazione da parte del sottofondo elettromagnetico di frequenza molto bassa è essenziale. Il sottofondo può essere prodotto sia da fonti naturali – le risonanze di Schumann iniziano a 7.83 Hz – sia da attività umane – la principale delle quali è rappresentata dall’energia elettrica (50-60 Hz o 16 2/3).
Si posiziona una delle diluizioni positive (ad esempio 10-6) in un recipiente protetto da uno strato di metallo mu spesso 1 mm (una lega in grado di assorbire onde ultrabasse). In prossimità poniamo un’altra provetta contenete acqua pura. Intorno ad essi si colloca un solenoide di rame, ricevente corrente di bassa intensità, oscillante intorno a 7 Hz, prodotta da un generatore esterno. Il campo magnetico prodotto viene mantenuto per 18 ore a temperatura ambiente. Il contenuto di acqua di ciascuna provetta è filtrato attraverso filtri di 450 nm e 20 nm e diluito da 10-2 a 10-15. I EMS provenienti da ciascuna delle due provette vengono quindi registrati; anche la provetta contenente acqua emette EMS, alle diluizioni di quelle che generano EMS nella provetta del DNA originale. Questo risultato dimostra
che abbiamo raggiunto, con un’eccitazione di 7 Hz, la trasmissione, attraverso onde in acqua pura, di nanostrutture inizialmente originate dal DNA.

Le seguenti variabili sopprimono la trasmissione di EMS nella provetta d’acqua:
Tempo d’esposizione delle due provette < 16-18 ore
Assenza di bobina
Generatore di campo magnetico spento
Frequenza di eccitazione < 7 Hz.
Assenza di DNA nella provetta 1.

Abbiamo poi intrapreso la fase più critica: esaminare la specificità delle nanostrutture 
d’acqua indotte ricreando, a partire da esse, la sequenza di DNA.
A tal scopo abbiamo aggiunto alla provetta contenente acqua EMS tutti i componenti per sintetizzare il DNA attraverso reazione a catena della polimerasi (nucleotidi, primer, polimerasi).
L’amplificazione è stata condotta in condizioni classiche (35 cicli) in un termociclatore. Il DNA prodotto è stato poi sottoposto ad elettroforesi su gel di agarosio. Difatti, è stata individuata una banda di DNA della grandezza che si riteneva avesse il frammento LTR originario.
Abbiamo ulteriormente verificato che questo DNA avesse una sequenza identica o prossima alla sequenza di DNA originaria del LTR.
Di fatto era identica al 98% (2 nucleotidi diversi su 104). Abbiamo verificato che questo esperimento è altamente riproducibile (12 volte su 12); è stato anche ripetuto con un’altra sequenza di DNA proveniente da un batterio, Borrelia burgdorferi, agente causale della malattia di Lyme. Ciò mostra chiaramente che le nanostrutture d’acqua e la loro risonanza elettromagnetica possono ripetere fedelmente le informazioni del DNA.
Disponiamo – quindi – di un potente strumento utile a testare nuovi tipi di cure per l’eradicazione dell’infezione HIV, che finora non è stato possibile raggiungere con le cure attualmente disponibili.”