Condividi su: Facebook Twitter Linkedin

Alimentazione alcalina cogniugata

UNA ALIMENTAZIONE ALCALINA CONGIUNTA ALL’ASSUNZIONE DI ACQUA ALCALINA

“Saper mangiare non significa mettersi a dieta”, questa affermazione sintetizza il concetto vastissimo riguardante lo stretto rapporto che esiste tra il cibo e la vitalità metabolica.

L’equilibrio tra i nutrienti è fondamentale, tutto quello che scompensa il normale funzionamento dell’organismo prima o poi alimenterà una serie infinita di disturbi che con il perdurare di una alimentazione scorretta diventeranno parte integrante del sistema UOMO costringendolo ad un affaticamento funzionale continuativo.

Tutto ciò creerà le condizioni del formarsi di malattie e disturbi cronici.

“prevenire è meglio che curare”altro concetto che è il caposaldo del concetto di salute secondo l’alcalinità.

Alcalinizzare l’organismo è troppo spesso inteso male dalla maggior parte delle persone, che tendono a pensare che gli acidi gastrici della digestione possano distruggere tutte le proprietà alcaline degli alimenti.

Questo pensiero non ha senso perché ad esempio il calcio che è un minerale alcalino, attraversa tutto l’apparato digestivo arrivando direttamente nelle nostre ossa!.

Le pareti dello stomaco producono molecole di un tampone molto potente: il BICARBONATO DI SODIO che serve per alcalinizzare il cibo, ma non per digerirlo.

Per ogni molecola di bicarbonato viene anche prodotta una molecola di acido cloridrico, un acido estremamente potente che scivola nelle anse della mucosa gastrica, lontano dal cibo, mentre il bicarbonato sale sulla sua superficie per mescolarsi al cibo da alcalinizzare.

All’uscita del cibo dallo stomaco non rimane più bicarbonato di sodio, ma solamente acido cloridrico, che deve essere smaltito tramite il sangue.

I cibi con un alto potere acidificante come carne, uova e pane lievitato provocano la secrezione di maggiori quantità di bicarbonato di sodio, con un equivalente di acido cloridrico, mentre gli ortaggi estremamente alcalini richiedono quantitativi di bicarbonati inferiore per alcalinizzarli e, quindi nello stomaco permangono meno residui di acido cloridrico alla fuoriuscita del cibo; tutto questo eviterà i disturbi legati al reflusso gastro – esofageo ed al rischio serio di gastriti, gastroduodeniti erosive e ulcere gastriche.

A supporto di queste considerazioni fisiologiche, l’ACQUA ALCALINA, grazie alla sua altissima concentrazione di elettroni, non induce alcun rilascio di bicarbonato di sodio, quindi non produce nessuna molecola di acido cloridrico, il quale non interferirà con l’alcalinizzazione del cibo.

L’acqua alcalina aiuta la alcalinizzazione del cibo e la neutralizzazione dell’acido cloridrico prodotto per alcalinizzare cibi acidificanti, prevenendo di fatto l’acidificazione del sangue e dei tessuti.

L’apparato digerente come sistema, è stato concepito per alcalinizzare il cibo, essere cioè un sistema tampone alcalino dal momento che le sue pareti producono molecole di bicarbonato di sodio, per questo motivo è opportuno evitare di consumare pasti prevalentemente acidi.

Tutte le proteine animali sono estremamente acide e richiedono tamponi alcalini in grandi quantità; la stragrande maggioranza di queste lasciano lo stomaco sotto forma di frammenti acidi anziché nello stato logico di soluzione alcalina.

Le tossine prodotte in un corpo acido riducono l’energia derivata dai carboidrati, dai grassi, dalle proteine e dai minerali, diminuendo la capacità dell’organismo di produrre enzimi, ormoni e tutti gli altri prodotti chimici indispensabili per la vita cellulare.

I batteri, i lieviti, gli zuccheri combusti e le muffe esauriscono molto rapidamente le riserve delle vitamine del complesso B e del ferro, fanno diminuire la glicemia( una condizione che provoca ulteriore stanchezza e debolezza diffusa),danneggiano il tessuto nervoso e la guaina mielinica che ha il compito di proteggere i nervi consentendo la trasmissione degli impulsi nervosi, mentre lo stesso basso livello di energia crea la degenerazione biologica delle cellule e la proliferazione di moltissimi altri microrganismi tossici.

Pensiamo solo che le sindromi depressive, l’ansia, gli attacchi di panico, la sindrome premestruale sono la conseguenza di un corpo acido, così come molti disturbi neurologici come le cefalee, la diminuzione della memoria, le vertigini ed altro ancora ….

Risulta quindi facile comprendere che esistono cibi che implicano differenti impegni per essere alcalinizzati, perciò tenerli separati nel loro consumo durante i pasti favorirà un minor dispendio energetico, al contrario se mangiati nello stesso pasto ed insieme, l’uno interferirà con l’altro causando un’incompleta alcalinizzazione di entrambi producendo residui microbici biologicamente dannosi che non potranno essere espulsi definitivamente.

Le combinazioni delle proteine animali con gli amidi e i carboidrati, come carne e patate, pasta e carne, pesce e frittura di patate, riso e proteine animali, panini con prosciutto e formaggio, hamburger e patatine fritte, compromettono ogni funzione digestiva che altro non sarà che acida, causando inoltre fermentazioni intestinali che provocheranno muco carico di batteri patogeni.

È necessario semplificare la funzione digestiva tenendo separate proteine e carboidrati consumandoli separati ai pasti, ma mescolabili solo con ortaggi crudi che contengono proprietà alcaline innate ed evitare di assumere a fine pasto la frutta consumandola da sola e lontano dai pasti principali per sfruttarne a pieno l’alto contenuto vitaminico minerale assimilabile quando non sia in atto la digestione di molecole nutrizionali più impegnative.

L’insorgenza delle intolleranze alimentari ed il loro aumento esponenziale è dovuto alla mescolanza di cibi nettamente incompatibili tra di loro ai fini metabolici e digestivi, ecco perché bisogna consentire all’organismo di smaltire il cibo ingerito ed i suoi scarti tossici; il corpo necessita di 72 ore per smaltire tutto il cibo ingerito.

Se si mangia lo stesso alimento anche il giorno successivo, si produrrà un accumulo di sostanze identiche che altro non faranno che intossicarlo ulteriormente dal momento che il dispendio metabolico non sarà sufficiente a favorire l’eliminazione delle quote alimentari dello stesso tipo ingerite continuativamente, quindi tutti i cibi dello stesso genere dovrebbero essere prima eliminati completamente prima che l’organismo sia pronto ad un nuovo sforzo metabolico – digestivo.

Bere un bicchiere o due di acqua alcalina tiepida e ricca di elettroni dopo un pasto, aiuterà a neutralizzare i residui di acido cloridrico nello stomaco.

Per raggiungere un benessere totale e stabile, sarebbe opportuno bere un’acqua non acida, magari alcalina ionizzata, antiossidante, capace di alcalinizzare il tessuto, in questo modo, anche mangiando alimenti acidificanti, in ridotte quantità come le proteine animali (carne, pesce, formaggi, uova), il consumo di acqua neutralizzerà tutti gli acidi in eccesso prodotti dal metabolismo digestivo.

Giuseppe Dr. Gianfrancesco ND Ph.D

Naturopatich Research Medicine Clayton University (USA)