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La disidratazione

La costituzione dei tessuti che compongono il corpo umano è costituito da 100.000 MILIARDI di cellule, con una superficie che corrisponde a circa 200 ettari, cioè 2.000.000 di mq.

Per l’irrigazione di tale vastità, il Nobel della Medicina Carrel, affermò che sarebbero necessari 200.000 litri di acqua.

Nel nostro organismo invece sono presenti solo poche decine di litri di acqua che lo fanno funzionare, e questo straordinario stato è reso possibile perché l’acqua all’interno dell’organismo è in continuo movimento, per cui il nutrimento è assicurato dai liquidi in circolazione, e il mare interno nel quale sono immerse le cellule trasporta via le tossine prodotte come rifiuto metabolico.

L’acqua del nostro organismo si rinnova completamente nell’arco di 2/3 settimane.

Una affermazione a dir poco sconcertante quanto palesemente ovvia, fu data da un medico iraniano che affermò che moltissime malattie derivano dalla mancanza di acqua ingerita, la cui mancanza porta alla disidratazione delle cellule.

Quando l’organismo, che contiene il 70% circa di acqua avverte un dolore, molti addetti ai lavori lo definiscono uno stato patologico cronico, senza interpretarlo invece come un disperato segnale di sete!

Dal momento che la sensazione di sete è un segnale d’allarme dell’organismo, dovrebbe in teoria essere avvertito da tutti, tuttavia, ci sono soggetti che avvertono raramente il bisogno di bere, dichiarando addirittura di non avere mai sete.

Questo accade perché con il passare del tempo la sensazione di sete da parte di una persona che beve poco si modifica in modo da tollerare sempre meglio la sete e di non percepire più distintamente i segnali di allarme inviati dal corpo, in più si viene ad instaurare una confusione tra sete e fame, per cui molti attenuano regolarmente la sete mangiando, continuando ancora a non percepirla come tale.

È opinione comune a molti che per il fabbisogno giornaliero sia sufficiente l’acqua contenuta nel cibo, o quella del the o del caffè, o dei succhi di frutta, o delle bibite come la Coca Cola o le aranciate contenenti zuccheri vari, dolcificanti e caffeina; estremamente e pericolosamente acidificanti.

È indubbio che queste bevande contengono acqua, ma in esse sono anche contenute sostanze altamente disidratanti che agiscono come diuretici per i reni, in quanto fanno espellere al corpo non solo l’acqua nelle quali sono diluite, ma anche altra acqua di riserva dal momento che tali sostanze sono fortemente acidificanti.

Negli adulti la sensazione di sete, quella percezione critica dell’aver bisogno assoluto di acqua, diminuisce gradatamente con l’avanzare dell’età, per cui l’organismo diviene progressivamente ed inesorabilmente disidratato.

Un dolore cronico dovrebbe essere interpretato come un segnale di carenza di acqua nella zona di manifestazione, una sorta di vera e propria sete localizzata; quando la disidratazione persiste, a livello locale le cellule iniziano a restringersi, ad atrofizzarsi.

Immaginiamo a questo proposito quanto sia pericoloso questa condizione per il cervello che contiene un quantitativo di acqua superiore all’85%.

In uno stato cronico di disidratazione cellulare, molte funzioni delle cellule cerebrali vanno perdute, e si verificano patologie degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.

Tutti i disturbi dell’apparato digerente, la bulimia nervosa, l’artrite reumatoide, le fibromialgie, le ernie del disco, la stipsi cronica, le cefalee croniche, l’ipertensione, l’aumento del colesterolo, l’obesità, le cistiti croniche, il diabete, l’asma bronchiale anche di tipo allergico,la depressione, l’ansia, l’affaticamento cronico, l’invecchiamento precoce, gli eczemi cutanei, le dermatiti,la colite,le allergie ed altre sindromi e patologie possono essere migliorate sensibilmente evitando la disidratazione cronica.

L’acqua riveste un ruolo FONDAMENTALE nella nostra vita dal momento che nell’arco della nostra esistenza transitano nell’intestino 30.000 kg. Di cibo e almeno 50.000 litri di liquidi.

Noi abbiamo bisogno di almeno 2 litri di acqua al giorno, eliminando alcool, caffè, the, bevande zuccherate ed edulcorate compreso quelle che contengono caffeina.

Se nel corpo persiste una carenza cronica di acqua, i tessuti grassi cominceranno a funzionare come una discarica, dove saranno accumulati metalli pesanti, conservanti, coloranti, sostanze chimiche, pesticidi, fungicidi che il corpo rifiuterà.

L’attività di tutte queste sostanze è prettamente osmotica, quindi legano l’acqua che poi va ad ingrossare le cellule di grasso, con un relativo aumento del peso corporeo.

È ritenuto corretto da molti fonti autorevoli il bere acqua la mattina anche a digiuno e il pomeriggio tra le 17 e le 19.

Infatti durante la notte, a causa della respirazione cutanea, si arrivano a perdere attraverso i pori anche 1 litro di acqua, per cui è importante ripristinare i livelli di acqua dopo il risveglio e a 12 ore di distanza.