Odontoiatria

Razionale per l’impiego dei prodotti Diamond life PH 10, PROBIOTICS, Vit.C liposomiale ed eventualmente nuova formulazione antinfiammatoria a base di Saccaromyces cerevisiae-boulardii, lactobacillus salivarus e Lactobacillus Reuteri come competitori con le altre specie batteriche presenti nel cavo orale per la prevenzione della gengivite e conseguente malattia parodontale dal momento che i probiotici svolgono importanti funzioni a vari livelli per il mantenimento della salute; in particolare a livello orale hanno l’effetto di ridurre l’incidenza di carie, di controllare la parodontite, di ridurre l’alitosi e di contrastare le infezioni orali da Candida.

Disturbi legati allo squilibrio del cavo orale:

- Afte ricorrenti
- Mucosite
- Gengivite
- Carie
- Parodontite
- Alitosi

Premessa:

i parametri valutabili riguardano le risultanze benefiche riscontrabili secondo una modulazione e correzione mantenimento:
del pH salivare (PH 10 come sciacqui colluttorio)
l’integrazione di probiotici specifici per il mantenimento e modulazione della funzione immunitaria e protettiva delle mucose, l’attenuazione dei disturbi legati alla malattia parodontale e sue vicariazioni (PROBIOTICS 8.5 ed eventualmente integrazione con nuovo prodotto specifico).

Il pH orale e le fonti di acidità.

Mediamente il pH della saliva si avvicina alla neutralità, oscillando tra 6,5 e 7,4 grazie alla preziosa azione tampone dei bicarbonati in essa contenuti. Di regola, negli uomini il pH salivare è leggermente più acido rispetto alle donne. Il pH della saliva è influenzato dal grado di igiene orale, dall’alimentazione ma anche da altri fattori patogeni o predisponenti. Indipendentemente dalla causa, una saliva acida è un importante fattore di rischio per la carie, per l'erosione dello smalto dentale e per l’ipersensibilità dentinale. Il valore critico del pH salivare, al di sotto del quale si va incontro a demineralizzazione dello smalto, è di 5.5. D'altronde, anche un pH salivare troppo alcalino è nemico dei denti, poiché favorisce la deposizione dei Sali minerali presenti nella saliva e nel cibo, per cui la placca batterica si mineralizza più rapidamente formando il tartaro.
Grazie alla presenza di bicarbonati, la saliva costituisce di fatto un sistema tampone che corregge l'acidità del cavo orale in seguito all'assunzione di particolari alimenti come gli agrumi, le spremute degli stessi, bevande gasate ed edulcorate, pomodori ecc. Bevande diuretiche come il caffè e l’alcool riducono la secrezione di saliva, con conseguente aumento del pH orale; la caffeina poi, stimola la produzione di acidi gastrici aggravando il reflusso gastroesofageo che a sua volta contribuisce ad abbassare notevolmente il pH salivare. Ricordiamo inoltre che la saliva è dotata di un blando effetto antibatterico, grazie alla presenza di tiocianati, perossido di idrogeno, glicoproteine, immunoglobuline e di lisozima.
Nel grafico che vi riporto si evidenzia come il cibo influisca proprio sulla variazione del pH

La curva di Stephan mostra l'andamento nel tempo del pH della saliva in seguito all'assunzione di cibo (soprattutto glucidico); esaminando tale curva si nota come il pH salivare rimanga acido dai 5 ai 20 minuti dall'assunzione di cibo, periodo in cui è massimo il rischio di carie. In questo periodo è importante intervenire con un'igiene orale adeguata e con generosi risciacqui a base di acqua insieme ad una soluzione di deacidificanti tamponanti (PH10 DIAMOND LIFE).
Nell’uomo il pH del cavo orale si attesta mediamente a 7.4, non rimanendo comunque costante nell’arco della giornata. Innanzitutto va incontro a decremento immediatamente dopo i pasti, come attestato dalla curva di Stephan. Si abbassa lievemente anche durante il sonno.
Il pH critico per lo smalto si attesta a 5.5-5.7 e per la dentina il valore critico è ulteriormente meno acido (6.0-6.9).il dato del pH critico dipende dalla concentrazione di sali minerali all’interno del fluido: questi devono però essere presenti oltre una certa misura per risultare efficaci. Il contenuto in sali minerali della saliva, per quanto spesso non considerato in termini assoluti, rappresenta una voce importante in questo senso. Tra le determinanti del pH orale, la saliva ha dunque un ruolo fondamentale: il pH di questa, in fase di non stimolazione si attesta intorno a 6.8.
La saliva ricordo, che è dotata di sistemi tampone (bicarbonato ma anche fosfati), che non sono però i soli elementi da considerare. La saliva è sottoposta a ricambio e la sua funzione protettiva deriva proprio dal lavaggio continuo dei tessuti. Il flusso salivare costituisce, in effetti, l’indice forse più valido della capacità tampone del fluido, che risulta potenziata in caso di stimolazione come all’uso di collutori. Le fonti di acidità per il cavo orale sono, in primo luogo, di tipo estrinseco legate alla dieta. Si deve considerare in particolare l’acidità titolabile: se questa è elevata, l’alimento è in grado di abbassare il pH orale per un periodo prolungato. È il caso tipico delle bevande contenenti acido citrico, come i succhi di frutta e i cosiddetti soft drink. Va precisato che a un basso pH non corrisponde necessariamente elevata acidità titolabile: si distinguono quindi alimenti più o meno facilmente tamponabili a parità di pH.
Esistono anche delle fonti intrinseche- endogene di acidità; Il reflusso esofageo ne è un esempio principale di patologia.

LA PROTEZIONE CONTRO CARIE E ACIDOSI DENTALE

L’odontoiatria moderna dovrebbe considerare l’acidosi (pH acido) una delle principali cause delle patologie del cavo orale, definendola un nemico da neutralizzare.
I moderni stili di vita sempre più frenetici e fuori da casa, l’alternarsi di continui spuntini, la diffusione di bibite gassate, stanno contribuendo all’aumento costante dell’acidosi che causa: Carie, Erosione Acida o Erosione Dentale. L’Erosione è il processo di perdita permanente e progressiva, per dissoluzione chimica, dei tessuti duri del dente (smalto e dentina), che si origina come conseguenza dell’acidosi.
Inoltre, l’ambiente acido è ideale per la proliferazione di batteri e funghi che possono causare: Stomatiti, Candidosi e Alitosi.
La saliva ricopre un ruolo molto importante nella salute del cavo orale. Si tratta di un fluido ricco di enzimi, elettroliti e tanti altri composti chimici, prodotto dalle ghiandole salivari che si trovano nella nostra bocca. La saliva contiene inoltre muco, che serve a mantenere lubrificate le mucose orali.
Normalmente, la saliva ha un valore di pH compreso tra circa 6 e 7. Questo significa che si tratta di una soluzione neutra: la saliva, infatti, contiene bicarbonato, una sostanza importantissima per il suo ruolo “tampone”, grazie al quale il pH del cavo orale viene riportato alla neutralità dopo i pasti. Questo processo richiede circa quaranta minuti. Se però il valore di pH della bocca non viene regolato, abbassandosi e quindi spostandosi in un range acido, possiamo trovarci di fronte a un campanello d’allarme. Questa situazione può verificarsi, ad esempio, quando non viene prodotta abbastanza saliva, come nel caso della Xerostomia (bocca secca).
Se il pH della bocca dovesse scendere sotto il 5.5, si raggiungerebbe il livello-soglia di tolleranza dei denti: il loro smalto, infatti, non è in grado di resistere a pH così acidi e inizierebbe a danneggiarsi e demineralizzarsi.
Ma l’acidità non è un pericolo solo per i denti. Anche i tessuti molli, come gengive e mucose, possono risentire di un pH sfavorevole. Un cavo orale acidificato, infatti, rappresenta il terreno di coltura ideale per molti microorganismi dannosi, responsabili di malattie come la carie o la candida orale. Viceversa, un ambiente neutro ne impedisce la proliferazione. Per questo è così importante mantenere un giusto pH!
Quali sono le cause dell’acidificazione della bocca.

Cavo orale acido: le cause
Una delle cause più comuni, e a cui fortunatamente è più facile porre rimedio, è l’alimentazione. Il consumo di alimenti acidi può alterare rapidamente il pH della bocca. Le bevande gassate (che, oltre a essere acide, contengono molti zuccheri semplici, dannosi per la salute orale), alcuni frutti, tra cui gli agrumi, e gli alcolici come il vino bianco sono solo alcuni degli alimenti che potrebbero causare uno squilibrio nel pH orale.
Ma c’è di più. La bocca è l’habitat naturale di una ricca flora batterica, solitamente tenuta sotto controllo dal sistema immunitario e, in particolar modo, da una corretta igiene orale. Se però l’alimentazione dovesse essere troppo ricca di zuccheri, specialmente semplici, la situazione potrebbe cambiare. I batteri che vivono nella bocca si nutrono infatti di carboidrati come gli zuccheri, e digerendoli producono scarti acidi (acido butirrico, acido lattico, acido aspartico). Un elevato consumo di dolciumi, per esempio, rappresenta un autentico banchetto per questi microorganismi, e il pH della bocca ne può risentire.
Anche l’età può giocare un ruolo nello sbilanciamento del pH del cavo orale. Nei bambini molto piccoli e negli anziani, infatti, la produzione di saliva è ridotta. Questa condizione naturale può quindi rendere queste fasce d’età più soggette a infezioni, come la candida orale.

Uno dei primi sintomi che si riscontrano in caso di alterazione del pH orale è l’alitosi che indica un’abbondante proliferazione di batteri dannosi nella bocca, che a volte può evidenziarsi in una patina sulla lingua.
Se l’acidità della bocca persiste da molto tempo, o se il pH è particolarmente basso, e quindi acido, lo smalto dei denti può iniziare a danneggiarsi. Il primo sintomo che spesso si affronta è la sensibilità dentale, sia al freddo che al caldo. Lo smalto è diventato sottile, demineralizzato, ed in alcuni punti si è addirittura “consumato”, e il dente è privo della sua principale barriera di difesa.
Il passo successivo è la carie.
Acidità è sinonimo di crescita di microorganismi. Gengive e mucose possono quindi diventare “preda” di batteri o funghi, come la Candida albicans, che prosperano in un ambiente dal pH basso.

IL RUOLO DEL MICROBIOTA-MICROBIOMA
Nonostante sia ormai accreditata da decenni la tesi secondo sui una corretta igiene orale domiciliare e professionale sia alla base degli interventi preventivi più importanti per contrastare la gengivite ed altre manifestazioni di tipo batterico, l’ausilio di integratori alimentari che agiscono sul potenziamento delle difese immunitarie e/o sulle colonie microbiche che colonizzano il cavo orale, (PROBIOTICS 8.5 DIAMOND LIFE ed eventualmente nuova formulazione specifica) può essere un valido aiuto per una risoluzione più veloce delle sintomatologie (sanguinamento e dolore) senza ricorrere all’uso di collutori antisettici non selettivi e antibiotici locali e/o sistemici.
Un corretto apporto di vitamina C (VIT.C LIPOSOMIALE DIAMOND LIFE) ad esempio, può essere determinante per la prevenzione della gengivite e della conseguente parodontite così come l’uso di probiotici specifici per la colonizzazione del cavo orale possa migliorare la qualità della flora batterica orale, rendendo le specie patogene meno rilevanti quantitativamente.
Il microbioma orale comprende fino a 700 tipologie batteriche sia batteri gram-positivi che gram-negativi, una vasta gamma di ceppi anaerobici che comprendono famiglie di Bifidobacterium, Lactobacillus, Fusobacterium ed atri. Il microbioma di un cavo orale sano dovrebbe essere considerato come una "comunità" di batteri, simbiotici e patogeni, tutti coesistenti in omeostasi.
Purtroppo si tratta di una condizione di convivenza piuttosto fragile. L'interruzione di questo equilibrio PREDISPONENTE la disbiosi, può causare la diffusione incontrollata di batteri patogeni e la loro proliferazione su tessuti duri e molli, divenendo causa di condizioni patologiche come la malattia parodontale, la carie dentale e l’alitosi.
La persistenza di un microbioma patogeno può verificarsi per una serie di motivi: la malattia parodontale, causata da scarsa igiene orale, viene aggravata da un'abbondanza di batteri patogeni che è difficile da controllare. L'intervento del dentista è spesso fondamentale insieme a dentifricio e risciacqui tamponanti (PH10 DIAMOND LIFE) che possono aiutare a controllare la proliferazione dei batteri durante la parodontite.
La mancanza di una buona igiene orale è il catalizzatore più comune per un microbioma patogeno, ma anche le malattie sistemiche svolgono un ruolo chiave. Il diabete, ad esempio, può alterare sia la flora intestinale sia il microbioma orale, creando un ambiente ostile per una flora sana e promuovendo la rapida proliferazione di batteri patogeni. Alti livelli di glucosio salivare, spesso osservati in persone con diabete, potrebbero favorire batteri acidurici come lo Streptococcus Mutans aumentando il rischio di sviluppare carie.
Le principali caratteristiche di virulenza dello streptococco mutans sono l’acidogenicità; la sopravvivenza in ambiente acido.
Diverse ipotesi sono state proposte riguardo il meccanismo di azione dei probiotici, compresa la produzione di sostanze antimicrobiche, in antagonismo con gli agenti patogeni, impedendo l’adesione cellulare e l’invasione e la modulazione sia locale che sistemica di azioni immunitarie.
Per il contrasto a questi batteri cariogeni il Lactobacillus paracasei, isolato da pazienti privi di carie, ha evidenziato la capacità di sopprimere la crescita dello streptococco mutans per la sua proprietà dimostrata di inibirne la crescita, di ridurre la sua produzione di acido e di avere una buona adesione alle cellule epiteliali orali.
Uno studio a lungo termine ha dimostrato come l’assunzione di probiotici attraverso l’ausilio di lactobacillus reuteri ha determinato una drastica diminuzione della concentrazione di straptococco mutans nella saliva e l’aumento della concentrazione del lactobacillus paracasei.
Alcuni batteri come ad esempio il Porphyromonas gingivalis sono molto diffusi nella parodontite, mentre altri, come il Lactobacillus Reuteri e Bifidobacterium sono in grado di sostenere miglioramenti importanti nella salute parodontale.
Il Lactobacillus reuteri agisce sulla microflora orale, in antagonismo con i batteri patogeni per legare siti e sostanze nutritive producendo anche un composto organico come la reuterina, che inibisce direttamente la crescita di batteri patogeni e prevenendo la superinfezione con patogeni esogeni rinforzando anche il sistema immunitario. Da un punto di vista terapeutico, è importante che i probiotici siano assunti ogni giorno, dal momento che il Lactobacillus reuteri non colonizza permanentemente la cavità orale o il tratto digestivo.
Nel settore della salute orale, i probiotici funzionano creando un biofilm che protegge i tessuti orali dall'azione dei batteri parodontali patogeni: questi ultimi riducono il pH della cavità orale, rendendo più facile la formazione della placca dentale e del tartaro e, quindi, l'insorgere della malattia parodontale.
L’azione benefica dei probiotici selezionati si espande nel controllo dei batteri Gram- che sono i responsabili dell’alitosi con l’ausilio del Lactobacillus salivaris. Una riduzione invece del potenziale patologico relativa alla Candida, la si può ottenere attraverso l’integrazione del Lactobacillus Rhamnosus (PROBIOTICS 8.5)

CONCLUSIONI
Da questa analisi della letteratura, si può affermare che gli effetti dei probiotici suggeriti nella cavità orale possono:
modulare la risposta infiammatoria del cavo orale
avere effetti diretti e indiretti contro i batteri patogeni
È quindi importante che l’odontoiatra sia informato sui loro effetti benefici, per poter consigliare, nel modo più corretto, quali probiotici assumere in che concentrazione e per quanto tempo. Ricordando sempre che gli effetti sono limitati nel tempo e dose-dipendente.
La selezione dei probiotici dovrebbe basarsi su prodotti testati clinicamente come quelli dell’azienda DIAMOND LIFE.

Giuseppe Dr. Gianfrancesco ND Ph.D
Comitato scientifico Diamond Life