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Vitamina D, lattoferrina e altri fitocomposti contro il Covid-19 e non solo

Integratori alimentari immunostimolanti, antiossidanti e antinfiammatori mirati alla patogenesi di COVID-19

M Mrityunjaya 1 2, V Pavithra 1 2, R Neelam 1, P Janhavi 1 2, PM Halami 3, PV Ravindra 1 PMID: 33117359-PMCID: PMC7575721-DOI: 10.3389 / fimmu.2020.570122 L’evoluzione e le complicanze patologiche del COVID-19 è estremamente complessa dal momento che comporta una soppressione della risposta immunitaria innata e antivirale dell'ospite con un’induzione di stress ossidativo seguita da una esasperata infiammazione citochinica, che causa il danno polmonare acuto e la fibrosi tissutale. Attualmente, diversi vaccini e farmaci sono in fase di valutazione d’efficacia, e questo richiede molto tempo per la loro convalida. 

Pertanto, valutare l’utilizzo di composti naturali può risultare una alternativa efficace contro il virus. Diversi nutraceutici hanno una comprovata capacità di potenziare il sistema immunitario, antivirali, antiossidanti e antinfiammatori. Questi includono Zn, vitamina D, vitamina C, probiotici, selenio, lattoferrina, quercetina, ecc. Raggruppare alcuni di questi fitonutrienti nella giusta combinazione sotto forma di integratore alimentare, può certamente aiutare a rafforzare il sistema immunitario, prevenire la diffusione virale, precludere la progressione della malattia allo stadio grave e sopprimere ulteriormente l'iper infiammazione fornendo supporto sia predittivo che terapeutico contro il COVID-19. La vitamina D e la lattoferrina sono proteine naturali ben note da molto tempo, ma che ultimamente sono balzate alla ribalta in relazione al Covid-19. Negli ultimi mesi si è discusso molto, infatti, di una loro possibile efficacia contro il nuovo Coronavirus, con opinioni contrastanti.

La vitamina D è una delle tante vitamine (sarebbe opportuno ricordare che la Vit.D è un ormone con componentistica di 5 espressioni molecolari) presenti all’interno del corpo umano.  La sua funzione principale è quella di regolare all’interno dell’organismo l’assorbimento e la distribuzione del calcio, recuperarlo e supportare l’azione di altri ormoni e proteine a fissarlo nelle ossa. Svolge anche una funzione anti infiammatoria, - in quanto potenzia i sistemi che a livello immunitario controllano i processi infiammatori, “spegnendo” l’infiammazione attraverso l’attivazione di alcuni mediatori come l’interferone e altre linfochine, che altro non sono che un gruppo di interleuchine liberate dai linfociti T attivati, e che svolgono svariati ruoli nelle reazioni immunitarie. Da non dimenticare poi, la sua azione anti-virale in grado di inibire l’ingresso di alcuni virus all’interno delle cellule, impedendo, così la loro replicazione e proliferazione all’interno dell’organismo. A sostegno del ruolo della vitamina D, interviene anche la lattoferrina; una piccola proteina, la cui funzione principale è quella di trasportare e regolare la concentrazione del ferro all’interno dell’organismo (omeostasi del ferro).

La lattoferrina, infatti, si lega a questo e lo trasporta dall’interstizio intercellulare (lo spazio dove avviene lo scambio fra una cellula e l’altra) al sangue e viceversa. Le sue funzioni sono anti-virale e anti-batterica in quanto, legandosi al ferro e sottraendolo dall’ambiente impedisce a molti virus (soprattutto quelli respiratori) e ad alcuni batteri, di utilizzarlo come ponte per entrare nelle cellule e infettarle. Importantissima è anche l’azione di regolazione e controllo di alcune sostanze che le nostre cellule di difesa (linfociti) rilasciano a volte in maniera eccessiva, provocando i sintomi della malattia come il dolore, la febbre persistente e danni ai tessuti stessi. La lattoferrina essendo una molecola di protezione che agisce precocemente in aiuto del nostro sistema immunitario, agisce regolando questi mediatori che potrebbero creare un’infiammazione esagerata. Il legame tra Covid-19 e vitamina D è evidenziato dal fatto che, in vari studi scientifici e osservazioni cliniche, un certo numero di pazienti che avevano riscontrato un’evoluzione più grave della malattia avessero livelli di vitamina D molto bassi rispetto a soggetti con una prognosi migliore che ne presentavano un livello più elevato. Un giusto apporto di vitamina D in tutti i soggetti dovrebbe essere una buona norma a monte, per cui, il consiglio è quello di mantenere sempre una corretta alimentazione, muoversi ed esporsi alla luce solare tutte le volte in cui è possibile, così da conservare livelli adeguati di questa importante vitamina”. In sintesi, la lattoferrina è in grado di regolare la risposta infiammatoria del sistema immunitario e, trasportando il ferro, può aiutare a inibire in qualche modo l’ingresso del virus nelle cellule.   Giuseppe Dr. Gianfrancesco   Inizio modulo