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La cura della disbiosi intestinale e la prevenzione cardiovascolari.

Le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità nel mondo, avendo superato nel 2012 il 32% dei decessi globali. In particolare, l’aterosclerosi, l’ipertensione, l’ischemia del miocardio e l’insufficienza cardiaca sono le principali cause di mortalità prematura nei Paesi occidentali (donne 38% e uomini 42%). Alla luce dell’importanza di una migliore prevenzione, negli ultimi anni sono state studiate possibili correlazioni fra le disbiosi intestinali (alterato equilibrio della microflora batterica intestinale che si manifesta in acuto con sintomi tipici quali diarrea, stipsi, gonfiore addominale, infiammazioni intestinali ecc.) e le patologie cardiovascolari. Recenti studi scientifici hanno sottolineato che il consumo di probiotici soprattutto in veicoli come il latte o lo yogurt, riducono significativamente i livelli di colesterolo totale (5-8%), il colesterolo “cattivo” (LDL) (5-10%) e la pressione arteriosa sistolica e diastolica (3-5%) sia in pazienti patologici che in soggetti con parametri “borderline”.

I probiotici che hanno mostrato maggiori evidenze cliniche nel settore cardiovascolare sono i Lattobacilli (L.Acidophilus in particolare), probabilmente grazie alla loro resistenza in ambiente gastrico (nello stomaco), in associazione ad altri ceppi quali Bifidobatteri, Saccaromiceti ed Enterococchi. Inoltre sono state osservate attività pleiotropiche da parte di alcuni probiotici tra cui un miglioramento del body mass index (BMI), della circonferenza vita e di alcuni marcatori infiammatori (quali la proteina C reattiva e la trimetilammina-N-ossido (TMAO)). Evidenze cliniche hanno rilevato il potenziale ruolo di alcuni probiotici nell’insufficienza cardiaca (IC), patologia che coinvolge oltre 23 milioni di persone nel mondo.   In generale l’utilizzo dei probiotici ha manifestato un miglioramento dei parametri funzionali dell’insufficienza cardiaca (miglioramento della frazione d’eiezione mediamente dal 2 al 10%), un aumento della performance durante l’esercizio fisico (misurato con il Six-Minute Walk Test (6MWT)) ed un miglioramento della qualità di vita (VAS score) con effetti collaterali di scarsa entità.

I meccanismi d’azione proposti attraverso i quali i probiotici esercitano le proprie attività sono molteplici ma ancora poco chiari: fra i più plausibili è possibile che aumentino l’escrezione fecale di colesterolo esogeno, riducano i livelli di alcuni marcatori di rischio cardiovascolare quali TMAO (trimetilammina-N-ossido) e BNP (peptide natriuretico cerebrale) plasmatici e riducano la traslocazione di citochine e tossine pro-infiammatorie a livello della barriera intestinale. L’utilizzo di probiotici in combinazione sia fra ceppi differenti sia con altri nutraceutici e/o con le terapie farmacologiche rappresenta una potenziale strategia per sfruttare a pieno i diversi meccanismi d’azione putativi ed avere un effetto clinico più rilevante sulla patologia/fattore di rischio, ma soprattutto sulla riduzione degli eventi cardiovascolari. Inoltre è importante sottolineare come l’utilizzo dei nutraceutici in soggetti lievemente compromessi possa ridurre notevolmente l’incidenza di queste patologie (riportandoli a target), oltre al numero di ospedalizzazioni annuo: da un modello farmacocentrico e da una medicina di attesa (cura del soggetto esclusivamente a disturbo in atto) si sta passando a un modello multidisciplinare e ad una medicina di intervento basata sulla prevenzione e quindi sulla nutraceutica. Probiotici a base di L.Acidophilus, S.Boulardii, tiamina e acido folico come prevenzione cardiovascolare e neurologica in senso lato.

Oltre alle attività preventivo-terapeutiche dei due microrganismi, la tiamina contribuisce alla normale funzionalità del cuore, al metabolismo energetico e alle normali funzioni fisiologiche dell’organismo. L’acido folico invece contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina, importante marcatore di rischio cardiovascolare, attraverso l’intervento come cofattore nella reazione di rimetilazione dell’omocisteina a metionina. In condizioni di disbiosi intestinale, questi due micronutrienti vengono assorbiti in quantità minori con la dieta. Per tale ragione una loro supplementazione in associazione al probiotico è indicata visto e considerato il ruolo che rivestono in prevenzione cardiovascolare e nel declino cognitivo.