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Addome gonfio o timpanico?


Ti ritrovi spesso con la pancia gonfia e una fastidiosa tensione addominale? Stress e ansia si somatizzano sul tuo intestino? Se soffri di intolleranze o ipersensibilità alimentari o di colon irritabile, hai la digestione lenta o la sgradevole sensazione che certi alimenti fermentino gonfiando l’addome, è il momento di fare il Test del DNA batterico del Microbiota intestinale, “l’organo aggiunto” nell’addome contenente miliardi di microorganismi: batteri, funghi e protozoi.
Se batteri opportunisti “cattivi” predominano su quelli autoctoni “buoni”, per via dello stress, dell'uso di antibiotici e cortisonici e di un'alimentazione scorretta, ecco la comparsa di una disbiosi, che può essere di tipo fermentativo o putrefattivo con sintomi di pesantezza al ventre, alitosi, (specie al mattino, appena svegli), cattiva digestione e intestino pigro.

Il test quantifica anche la presenza di SCATOLO e INDOLO (INDICANO). Queste due sostanze sono due metaboliti della digestione che possono evidenziare una alimentazione inadatta a mantenere in buona salute il Microbiota Intestinale. Questo avviene quando gli alimenti che ingeriamo danno vita a un terreno iperglucidico o iperproteico, ideale per lo sviluppo dei batteri cattivi.
La disbiosi, infatti, può essere di due tipi: se dal test risulta una presenza anomala di SCATOLO, saremo in presenza di una disbiosi di tipo putrefattivo che si sviluppa nel COLON ed è favorita da una dieta troppo ricca di proteine e grassi animali, ma molto povera di fibre. Infatti, una digestione incompleta dei cibi proteici (carni, formaggi, insaccati, uova e pesce) porta alla produzione di scorie dannose, in cui predomina appunto lo SCATOLO.
Una forte presenza invece di INDOLO (INDICANO), segnala una disbiosi di tipo fermentativo, presente in persone abituate a mangiare troppi zuccheri. È quella più frequente delle due e si sviluppa essenzialmente nell’intestino tenue e nel cieco. Sintomo di una dieta troppo ricca di carboidrati, fa sì che alcuni residui alimentari rimangano intrappolati nel tratto gastrointestinale, invece di essere assorbiti, rappresentando la principale fonte di gas nell'intestino, responsabile della flatulenza.

Una volta individuata la presenza di una disbiosi putrefattiva o fermentativa, si potrà instaurare una correzione alimentare e probiotica seguita da un professionista qualificato.
Indicativamente, in presenza di un quadro microbico intestinale di tipo fermentativo, si potrà iniziare un cambio alimentare costituito dall’integrazione prevalente di carne, pesce, uova ed alcuni formaggi preferibilmente delattosati a pasta dura e un probiotico a base di lactobacilli (su indicazione eventuale del professionista di riferimento).
In presenza invece di un quadro microbico intestinale di tipo putrefattivo, si potrà pianificare una alimentazione a base di cereali integrali o semi-integrali, frutta e verdura, a cui aggiungere (su valutazione del professionista) un probiotico a base di bifidobatteri.
La disbiosi intestinale non è un problema da sottovalutare: il mantenimento di un equilibrio dinamico nell'intestino è compito di primaria importanza per chiunque desideri vivere una vita in salute, potenziando le proprie difese immunitarie, la maggior parte delle quali si trovano proprio a livello intestinale.


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