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Glutatione e stress ossidativo

Definire lo stress ossidativo è alquanto complesso dal momento che la complessità di interazioni fisiologiche e biologiche che coinvolge sono molteplici, ma la definizione più semplice di questa condizione è la aumentata produzione e relativo accumulo di radicali liberi nell’organismo.

In assenza di una efficace capacità difensiva dell’organismo che potremmo definire una vera e propria barriera antiossidante, comporterà l’instaurarsi di molteplici danni ossidativi a carico dei vari distretti oganico-funzionali, con una obbligata insorgenza di svariate patologie a carico di diversi organi e apparati.

Valutare la capacità antiossidante delle persone, implica la valutazione di tutti i fattori enzimatici coinvolti nel più importante sistema detossificante dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS).

Stiamo parlando del GLUTATIONE: la SUPEROSSIDO DISMUTASI (SOD), la GLUTATIONE PEROSSIDASI (GSHPx) e la GLUTATIONE REDUTTASI (GR).

La SUPEROSSIDO DISMUTASI è l’enzima cruciale che sta a monte del ciclo del GLUTATIONE, il cui prodotto fa da substrato a quelle reazione di detossificazione successive del suo ciclo; e quindi all’azione della PEROSSIDASI e REDUTTASI.

I radicali liberi (ROS), sono delle molecole con un equilibrio altamente instabile, in quanto possiedono nella loro orbita esterna un elettrone dispari.

Questa condizione fa sì che tendano a raggiungere la loro condizione di massima stabilità energetica acquisendo dalle molecole con le quali interagiscono quell’elettrone mancante.

La conseguenza di questa azione è la produzione di altre molecole instabili, con il conseguente instaurarsi di un processo incessante di reazioni di tipo ossidativo estremamente dannose a carico delle cellule ed anche compromettenti la loro integrità strutturale che funzionale.

L’attacco delle membrane cellulari da parte dei ROS, provoca una reazione di perossidazione dei lipidi con la conseguente attivazione degli enzimi LIPASI e FOSFOLIPASI che sono in grado di provocare l’alterazione e la distruzione del doppio strato lipidico delle membrane.

Oltre a questo, l’attivazione delle FOSFOLIPASI, consente anche la liberazione e messa in circolo dell’ACIDO ARACHIDONICO e di tutti i prodotti del suo metabolismo come ad esempio i leucotreni e prostaglandine a spiccata azione pro-infiammatoria.

L’alterazione delle membrane cellulari consente ai radicali liberi di penetrare agevolmente all’interno delle cellule e di iniziare una marcata azione lesiva verso il DNA con conseguente attività di azioni genomiche alterate tali da determinare l’insorgere di mutazioni cromosomiche e di processi degenerativi cellulari.

In condizioni fisiologiche di salute e benessere generale dell’organismo, esiste una corretta omeostasi tra la produzione e l’eliminazione dei radicali liberi associata ad una spiccata capacità difensiva dell’organismo, quella che chiameremo la barriera antiossidante.

Questa, per espletare la sua attività antiossidante, si avvale di svariate molecole e sistemi enzimatici.

Questi ultimi possono essere di natura esogena, cioè introdotti attraverso l’alimentazione, oppure di origine endogena, cioè prodotti dal metabolismo cellulare.

I sistemi enzimatici maggiormente attivi nella funzione antiossidante sono:

la SUPEROSSIDO DISMUTASI con la funzione di eliminare l’anione radicalico superossido O2 e successivamente preparare il il substrato H2O2 al sistema vero e proprio del GLUTATIONE.

Dagli enzimi del ciclo del GLUTATIONE, possiamo identificare la GLUTATIONE PEROSSIDASI e la GLUTATIONE REDUTTASI, che svolgono un’azione riduttiva utilizzando come co-substrato il GLUTATIONE stesso, elemento importantissimo nella funzione detossificante.