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L’equilibrio armonico del pianeta uomo per una salute consapevole

PROGETTO PIU VITA-ASS.NE ITALIANA DONNE MEDICO
Studio, ricerca e formazione
RELAZIONE DEFINITIVA “L’EQUILIBRIO ARMONICO DEL PIANETA UOMO” 2° Edizione

Il ruolo chiave delle Medicine complementari a supporto del percorso terapeutico.
Giunta alla sua seconda edizione, il convegno “l’equilibrio armonico del pianeta uomo” si è posto come obiettivo quello di aver fornito spunti scientifico-informativi e pratici riguardanti la necessaria complementarietà di intenti per una medicina preventiva al servizio dell’individuo.
Dal mondo accademico e dalla ricerca scientifica sempre maggior risalto è stato dato alla necessaria sinergia d’intenti in chiave predittiva-preventiva per la cura delle alterazioni funzionali e metaboliche della persona. Questa lacuna nel campo della multidisciplinarietà preventiva viene colmata oggigiorno dal ruolo chiave delle Medicine Complementari (fitoterapia, omeopatia, probiotica e nutraceutica).
Gli interventi, hanno come focus l’equilibrio: una omeostasi dinamica, emotiva, metabolica, nutrizionale. L’unicità tipologica della persona, la sua storia (non solo clinica), è stata la chiave di lettura per l’instaurare un percorso di cura nel più ampio senso olistico del termine.
Dall’alimento al medicamento, è in questo ampio binomio che sono transitate tutte le possibilità di migliorare la salute ed il benessere psico-fisico.

Le tappe evolutive della vita: il mantenimento cognitivo in ambito geriatrico diventa attuabile e realizzabile attraverso il rinforzo del terreno biologico come co-fattore antiossidante: (alimentazione, idratazione, movimento, supporti integrativi minerali e vitaminici). Nella stagione della cosiddetta terza età, sono stati evidenziati i disturbi generalizzati riconducibili ad una serie di modificazioni fisiopatologiche coinvolgenti diversi organi ed apparati. In questa realtà si è ribadita la necessità di instaurare un percorso terapeutico conservativo e protettivo per contrastare i danni dell’invecchiamento cellulare; che stanno alla base della senescenza e delle sue ripercussioni nel quadro clinico dell’anziano. Un indice valutativo volto al rinforzo dell’eco sistema intestinale, trova in questa branca medica specialistica una concreta possibilità di mantenimento della funzione sia cognitiva che metabolica.

L’aspetto nutrizionale inteso come specifica educazione alimentare personalizzata e i processi di influenzamento reciproco tra cibo, emozioni, mente e comportamenti, riconosciuto ormai ampiamente dalla comunità scientifica internazionale, ha messo in relazione come lo stile corretto e personalizzato di vita alimentare possa regolare il corretto svolgersi di tutte le funzioni metaboliche coinvolte ed alterate in svariati quadri clinici ( insulino resistenze, diabete di tipo 1, dislipidemie, ipertensioni, solo per citarne alcune), ma anche i quadri psico-patologici evidenti e diagnosticati ( bulimie nervose, anoressie ).

Una educazione alimentare non restrittiva, ma dinamica e variegata, è stata accreditata come il pilastro poggiante sul quale costruire l’eventuale proposta terapeutica il meno invasiva possibile. L’uso dei complessi fitoterapici specifici validati scientificamente dalla ricerca è stato un altro punto cardine delle sinergie farmacologiche naturali sulle quali si incentrano le innumerevoli possibilità di generare un vero e proprio cambio di strategia terapeutica in senso stretto. Le proprietà riconosciute dei medicamenti erboristici spagirici sono stati disquisiti come base della salute preventiva, rispondendo in pieno al criterio indispensabile di “sicurezza d’uso”.
Il supporto psicologico-relazionale: primum movens imprescindibile verso la consapevolezza della persona nel riuscire ad essere padrona del proprio stato di salute psico-fisica è l’altro aspetto di presa di coscienza del disturbo. Solo nel riconoscimento di una condizione vi è la forza insita dell’essere umano di dar vita ad un nuovo percorso di guarigione. Il ruolo determinante della figura medica specialistica, verrà messo in evidenza magistralmente dalla relatrice, questo è stato inquadrato come il perno sul quale vengono ruotate le strategie integrative di risoluzione del disagio psicologico, supportato dalle conoscenze multidisciplinari in campo preventivo e terapeutico, influenzanti anche le conseguenze psico-somatiche tipiche dei disturbi relativi alle variazioni del tono dell’umore.

Un articolato e personalizzato percorso terapeutico trova alleati importanti soprattutto nella modificazione “gentile” del rapporto cibo-psiche, in quanto alcuni precursori ormonali come il triptofano, mattone di costruzione della serotonina, possono essere attivati e modulati da un cambio alimentare, agendo di conseguenza sulle regolazioni umorali del paziente; Il connubio corpo-mente come unità inscindibile psico-fisica e la trasformazione di un disagio attraverso una terapia psicologica integrata.
Nell’ottica di integrazione, la necessità di interagire terapeuticamente con ausili complementari, trova espressione nell’uso degli integratori alimentari, nutraceutici, fitoterapici.

La necessità di integrare è giusta a prescindere?
Gli integratori alimentari: possono definirsi iperconcentrazioni molecolari di alcune sostanze nutritive, che devono promuovere degli effetti benefici relativamente e specificatamente al funzionamento metabolico dell’organismo, prodotti alimentari destinati all’integrazione della dieta, costituenti concentrati di sostanze nutritive (vitamine, minerali o altre sostanze con effetti nutritivi e fisiologici), in particolare, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale.

Gli integratori non sono la panacea agli squilibri metabolici indotti da uno stile di vita errato o ad un determinato persistente disturbo non trattato adeguatamente, ma rivestono un ruolo chiave nel favorire il mantenimento di un equilibrio armonico in termini di corpo-mente e spirito dopo una attenta valutazione anamnestica ed una successiva eventuale combinazione sinergica dei principi attivi presenti nelle formulazioni.
Perché questo avvenga, è necessario un approccio sistemico, dove le molecole nutritive necessarie siano associate agli elementi definiti essenziali perché siano assimilabili in maniera efficace.
L’esempio della B1 tiamina, che per essere assorbita deve essere affiancata al calcio, senza il quale l’assorbimento della vitamina sarebbe praticamente nullo, costringendo poi l’organismo a prelevarne una quota dal sistema osseo per consentirne l’assimilazione.

Questo porterebbe all’instaurarsi anche di una condizione di acidosi tissutale con relativi disturbi ad essa collegati (mialgie diffuse migranti, irritabilità, nervosismo, disturbi intestinali etc. etc.).
In questa visione olistica della persona verrà dato ampio risalto ad una iniziativa lungimirante nel dialogo medico/professionista-paziente troppe volte sottovalutato, che ha trovato espressione nella costituzione dell’ascolto e della condivisione come vero supporto “curante”, il “prendersi cura di..” evidenziando la figura del farmacista olistico come punto di riferimento nel punto di ascolto in farmacia. La rivalutazione del rapporto professionista-paziente, può trovare conclamazione attraverso anche il riconoscimento non solo scientifico del medicamento, spiegato in chiave personalizzata e indirizzata verso la conoscenza del rimedio in modalità comprensibile per l’utente, così come la spiegazione delle complementarietà di supporto preventivo come quella di un cambio consapevole dello stile di vita.

Dopo questo dipanare le infinite possibilità di interazione delle Medicine non convenzionali come coadiuvanti indispensabili ai fini preventivi e terapeutici, la relazione agli astanti viene presentata dalla relatrice omeopata, che porrà in evidenza come un rimedio omeopatico costituzionale possa essere a volte risolutivo in casi clinici comunemente trattati con ausili farmacologici di sintesi.
Alla base dei mutamenti e delle costituzioni tipologiche vi è la grande scuola di pensiero di Medicina omeopatica che intravede e realizza le metodologie del supporto omeopatico: l’approccio “dolce” nella cura, vera e completa dinamicità dell’intervento terapeutico attraverso il colloquio olistico e le strategie naturali per il raggiungimento dello stato di salute e benessere. L’integrazione e il supporto dei rimedi nel rispetto dell’analisi e dell’anamnesi. L’individuazione bio tipologica nelle predisposizioni costituzionali ed il trattamento preventivo. Lo stato di salute necessita di un terreno biologico adeguato dove poter agire efficacemente sia in modo preventivo che terapeutico. Il terreno biologico della matrice extra cellulare e l’equilibrio acido-base sono i due fronti analizzati nello specifico, dove si possa giocare la partita dell’omeostasi; la sua potenzialità come presupposto indispensabile nella visione preventiva dello stato di salute. Le conseguenze di una alterata omeostasi tissutale infatti, trovano riflesso in un’ampia gamma di disarmonie e quadri patologici che interessano l’intero comparto organico ( disturbi gastro intestinali, infezioni ricorrenti uro genitali, dermatologiche, disturbi a carico del sistema nervoso, ansie, insonnie, etc.). evitare l’inquinamento della matrice diventa indispensabile al fine di non consentire l’alterazione del suo Ph, causa questa, di prelievo minerale dai tessuti osseo e muscolare. L’aspetto fondamentale di una corretta omeostasi è quello di avere a disposizione il veicolante primo per avere funzionalità metabolica corretta: l’apporto di acqua pura, pulita, tendenzialmente alcalina e soprattutto avente vera capacità antiossidante, per essere inserita nel più ampio contesto di biocompatibilità dei sistemi cellulari. Nel contesto di preservazione della salute si viene così a creare uno spiraglio di indagine fondamentale come l’individuazione analitica della composizione microbica intestinale.

Il DNA batterico del microbiota intestinale (MICROBIOPASSWORD) come strumento scientificamente validato ed il suo uso a fini terapeutici, si colloca a pieno titolo nelle indagini clinico-preventive a supporto delle conoscenze già scientificamente validate. Il microbiota intestinale con i suoi miliardi di cellule batteriche è in grado di preservare la salute svolgendo funzioni fisiologiche e metaboliche che il nostro stesso organismo non sarebbe in grado di svolgere. Le interazioni del microbiota con i vari sistemi ed apparati vengono analizzati nello specifico: dalle alterazioni della permeabilità intestinale, ai danni relativi agli accumuli tossici di origine colesterolica, fino alle predisposizioni metaboliche dettate da un o scorretto stile alimentare, favorente anche un impoverimento delle famiglie microbiche dominanti. “l’organo aggiunto” è stato inserito come agente modulante delle risposte di segnale pro infiammatorie nelle reti organico-viscerali dell’intero organismo. L’aspetto preponderante della relazione riguarderà soprattutto la modulazione del sistema immunitario, ribadendo i concetti cardine della Medicina predittiva-preventiva.