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La carne e la relazione con i bifidobatteri

La tecnologia dei prodotti a base di carne sia fresca che stagionata conferisce alla stessa delle caratteristiche organolettiche molto invitanti ( sapore, colore, forma) , un alto valore nutrizionale ed anche una ottima conservabilità nel tempo; salumi compresi.

Ne risultano quindi prodotti bellissimi alla vista ma fortemente ricchi in sostanze azotate provenienti dalla demolizione digestiva delle proteine, dalla formazione di AMINE durante la stagionatura e, quando utilizzati, dai NITRATI E DAI NITRITI.

Quando si ingerisce una eccessiva quantità proteica, gli aminoacidi in esubero sono trasportati al fegato dal piccolo intestino e, tutto questo sovraccarica il fegato. Le carni sono in grado di modificare la composizione della flora intestinale.

I BIFIDOBATTERI una delle due famiglie dominanti a livello intestinale, classificate come difensive e modulanti il sistema immunitario, possono giocare un ruolo determinante nella riduzione dell’ammoniaca con conseguente eliminazione del carico di scorie azotate.

I BIFIDOBATTERI debbono essere compatibili con il sistema uomo dal momento che le flore batteriche sono specie-specifiche e non universali. In una alimentazione a base di carne e suoi derivati, è estremamente importante l’integrazione di fermenti BIFIDOGENI.